News di Marzo 2010, Settore Pesce

  • 11/03/2010

    AGCI Agrital: per il piccolo strascico servono soluzioni realistiche

    “Solo il Consiglio dei Ministri UE può modificare il Regolamento 1967/2006, dietro proposta della Commissione Europea che, a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, dovrebbe seguire sull’argomento la nuova procedura di co-decisione con il Parlamento Europeo, ed è evidente che non ci sono tempi tecnici per ritardare o evitare l’entrata in vigore delle norme che impongono nuove distanze minime dalla costa e nuove maglie minime a partire dal 1 Giugno prossimo. Se anche vi fosse ancora tempo è, a dir poco, improbabile che Commissione e Parlamento si esprimano a favore di una revisione delle taglie minime di specie ittiche e di maglie delle reti in senso contrario agli orientamenti della Politica Comune della Pesca, come è stato evidente sia nella procedura che ha portato al Regolamento - che ha visto molteplici iniziative di contrasto da parte delle Associazioni italiane - che nei quattro anni ormai trascorsi dalla sua approvazione. Alla luce di questa semplice considerazione riteniamo occorra valutare con urgenza tutte le possibili soluzioni in grado di attenuare le conseguenze sociali ed economiche su imprese e lavoratori del comparto, senza lasciare che illusioni e rassicurazioni provocate da qualcuno in cerca di facili consensi intervengano a ritardare ulteriormente adeguamenti e misure alternative, nel rispetto delle norme vigenti”.
    È questo l’approccio di AGCI Agrital, esposto dal Presidente Nazionale Giampaolo Buonfiglio, davanti alla Commissione Agricoltura della Camera in occasione della audizione che il Presidente On. Paolo Russo ha convocato questa mattina sull’argomento. “L’impatto delle nuove regole, che riguarda realtà operanti in diverse Regioni italiane, centinaia di imbarcazioni e migliaia di pescatori, e che sarà particolarmente acuto in Alto Adriatico dove il piccolo strascico opera da decenni in deroga ai limiti delle 3 miglia dalla costa, sarà quello di azzerare la redditività di imprese già duramente provate dalla crisi, con effetti devastanti sull’economia e sulla occupazione delle marinerie interessate. Per alleviare questi effetti, in un “Piano di riconversione del piccolo strascico costiero” che non sia un semplice Piano di indennizzo potrebbero essere considerate diverse misure – ha evidenziato il Presidente di AGCI Agrital - tra cui la sostituzione degli attrezzi in licenza, priorità nei bandi FEP di ammodernamento e ritiro definitivo, costruzioni di pescherecci più grandi dietro ritiro di più unità del piccolo strascico, riconoscimento di una tantum a chi adegua o sostituisce gli attrezzi, individuazione di particolari misure nell’ambito di piani di gestione locali, attivazione delle misure sociali di accompagnamento FEP, previa formulazione di un nuovo quadro normativo in materia di prepensionamento e soluzione del problema della cassa integrazione straordinaria per la piccola pesca. Indispensabili in questo quadro specifici stanziamenti dei fondi FEP già decentrati, come di risorse a ciò finalizzate in ambito nazionale e soprattutto regionale”. In questo quadro particolarmente apprezzabile la proposta dell’On. Brandolini sulla istituzione di un tavolo in grado di riunire tutti i soggetti Istituzionali, associativi, sindacali e tecnico-scientifici coinvolti per la individuazione urgente delle possibili soluzioni.
    (Fonte: Ufficio stampa AGCI AGRITAL)......

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