Il Pesce nr. 4, 2010

L’Agenzia comunitaria di controllo della pesca amplia il suo margine di manovra

Il 2010 è un anno importante: segna l’entrata in vigore della riforma del controllo delle attività di pesca. Grazie a un migliore controllo, l’UE desidera contribuire a una gestione più sostenibile delle risorse...

Rubrica: Commissione europea

(Articolo di pagina 33)



LÕAgenzia europea di controllo della pesca (ACCP) ha recentemente accolto un gruppo di giornalisti a bordo del Triton, nel centro del porto di Vigo. Questa motovedetta il nuovissimo acquisto della guardia costiera svedese. Naviga dal suo cantiere navale rumeno verso il suo porto di attracco, sullÕIsola di Gotland. Di passaggio a Vigo, fa una visita di cortesia allÕACCP. Il controllo della pesca farˆ parte delle sue numerose missioni e sarˆ immancabilmente chiamata a lavorare con lÕAgenzia nel Baltico. E forse anche nel nord-est dellÕAtlantico, in zona NEAFC1, nel quadro della cooperazione internazionale. Questa stata lÕoccasione per Harm Koster, direttore esecutivo dellÕACCP, di ricordare lÕimportanza delle ispezioni in mare. Anche se il controllo delle tappe terrestri della filiera alieutica viene rafforzato nel quadro della riforma, il controllo in mare resta essenziale. Una motovedetta moderna, ben equipaggiata e capace di eseguire lunghe missioni, resta un vantaggio essenziale.

Coordinamento - Qualche metro pi lontano, nel centro della cittˆ, la bella facciata eclettica dellÕedificio Odriozola nasconde gli uffici dellÕAgenzia che vi ha installato la sua sede dal 2008. Uffici, sale riunioni, ma anche un centro di telecomunicazione altamente sicuro. é qui, nel mezzo di schermi satellitari, che i gruppi che coordinano le operazioni di controllo installano il loro quartier generale quando le campagne di pesca arrivano al culmine. Ad esempio, in primavera per il tonno rosso. é qui che viene localizzato un peschereccio a sciabica in fase di cattura. é da qui che si individua unÕoperazione di trasferimento, quando lÕimmagine satellitare mostra un rimorchiatore che si dirige verso una nave da pesca. LÕAgenzia coordina le attivitˆ di controllo degli Stati Membri. Esercita soprattutto questa missione nel quadro dei piani di impiego congiunto, che riuniscono le forze di controllo di diversi Stati Membri intorno ad uno stock o a un tipo di pesca. Il suo ruolo far s“ che la pressione del controllo sia efficace, uniforme e coerente su tutto lo stock o il tipo di pesca. A tal fine, effettua innanzitutto unÕanalisi dei rischi. In funzione di questa, determina i mezzi da impiegare e identifica le tappe della filiera sulle quali le operazioni di controllo saranno pi oculate.

Dalla rete al piatto - Questa possibilitˆ di intervenire nelle diverse tappe della filiera costituisce un cambiamento importante apportato dalla riforma. Fino ad ora, la responsabilitˆ dellÕAgenzia si esercitava unicamente fino alla prima vendita. In altri termini, in mare, sulla banchina e allÕasta. Dopo che il pesce era venduto, usciva dalla sua giurisdizione. ÇCi˜ — spiega Harm Koster — ha limitato la nostra azione. Ad esempio, nellÕambito del nostro piano di impiego congiunto per il merluzzo del Baltico, volevamo organizzare indagini amministrative relative ai circuiti di commercializzazione, perchŽ sospettavamo acquisti di merluzzo illegali da parte di alcuni trasformatori. Ma non eravamo autorizzati a farlo, perchŽ non era nel nostro mandato. Oggi questa restrizione stata eliminataÈ. Ora lÕAgenzia pu˜ sollecitare controlli e ispezioni su tutta la filiera. Dalla rete al piatto. In altre parole, potrˆ decidere di orientare gli ispettori verso i camion frigoriferi, nelle aziende di trasformazione, ovvero nelle pescherie o nei ristoranti. Ci˜ comporta un altro cambiamento importante. Fino ad oggi, lÕAgenzia lavorava soprattutto con i membri degli equipaggi delle navi. DÕora in poi, altri corpi di mantenimento dellÕordine collaboreranno con lÕAgenzia per individuare il pesce illegale. Si pensa soprattutto agli agenti incaricati degli affari finanziari, i pi idonei a svolgere indagini amministrative sulla parte commerciale della filiera.

ÒColletti bianchiÓ - ÇCi˜ — ha aggiunto Harm Koster — renderˆ il controllo molto pi efficace. Gli agenti del fisco sono abituati a fare controlli molto severi: non sono disposti a tollerare piccole deroghe al regolamento. A livello della pesca, si aveva un poÕ troppo la tendenza a pensare che se si pescava poco pi delle quantitˆ autorizzate non era nulla di grave, date le difficili condizioni di lavoro dei pescatori. In quanto Agenzia comunitaria di controllo della pesca, cerchiamo di convincere il settore e le autoritˆ nazionali che occorre instaurare una cultura del rispetto delle regole. In passato abbiamo constatato il contrario. Con lÕaiuto di questi nuovi servizi, sarˆ pi facile creare questa culturaÈ. A questo livello, il carattere sovranazionale dellÕAgenzia un plusvalore considerevole: ÇQuando si individua un problema — ha proseguito Harm Koster — si riuniscono i diversi servizi nazionali interessati. Si definisce con loro la strategia da seguire per scoprire unÕoperazione illegale e si organizza la cooperazione. Ad esempio, avevamo il sospetto di traffico di pesce illegale da parte di un trasformatore la cui sede era situata in un altro Stato Membro. Abbiamo organizzato i contatti fra gli agenti dei ministeri delle Finanze dei due Paesi interessati. Hanno lavorato insieme, e con successo, perchŽ ci˜ ha permesso la scoperta di enormi sottodichiarazioni delle catture. Questi agenti hanno supposto che vi fossero anche infrazioni a livello delle imposte, ma i redditi erano stati dichiarati correttamenteÈ. Il risultato allÕaltezza dello sforzo. Nel caso del merluzzo del Baltico, ad esempio, le catture illegali erano stimate, nel 2007 — allÕinizio del piano di impiego congiunto — al 40% delle catture ufficiali. Oggi si ritiene che si siano ridotte della metˆ. E lÕAgenzia mantiene la speranza di migliorare la situazione, in particolare grazie al nuovo margine di manovra. Per adesso, lÕAgenzia particolarmente attiva nei piani di impiego congiunto nel Mare del Nord (merluzzo), nel Mar Baltico (merluzzo), nel Mediterraneo (tonno rosso) e nelle zone NEAFC e NAFO, senza contare lÕavvio del coordinamento delle misure contro gli sbarchi illegali. Sta preparando attualmente un nuovo programma di lavoro, in cui il suo consiglio dÕamministrazione adotterˆ le prioritˆ dei prossimi cinque anni, anche sulla parte commerciale della filiera.

Fonte: ÒPesca e acquacoltura in EuropaÓ n. 47, aprile 2010

Note

La Commissione per la pesca nellÕAtlantico nord-orientale (in inglese North-East Atlantic Fisheries Commission) regolamenta la pesca nella zona dÕalto mare dellÕAtlantico nord-orientale.


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