Il Pesce nr. 4, 2010

Alimenti ittici e prevenzione della depressione post-parto

Sempre più studi mettono in relazione il benefico effetto del consumo di pesce sulla salute delle madri e dei neonati...

Rubrica: Alimentazione

Articolo di Villa R.

(Articolo di pagina 75)



La depressione è un fenomeno che colpisce mediamente tra il 10 ed il 15% delle donne che hanno partorito e che mette a rischio, oltre alla salute della madre, anche quella del neonato, il quale potrebbe sviluppare in futuro problemi di natura psichica, disturbi nel linguaggio o difficoltà nell’apprendimento. Da anni diverse équipe mediche nordamericane ed europee stanno studiando questa patologia con l’intento di limitarne la comparsa al numero minore di casi possibili. Alcuni di questi studi hanno messo in luce la correlazione tra consumo di prodotti ittici e protezione dalla depressione post-parto: uno studio condotto su oltre 11.000 donne britanniche ha dimostrato che più alto era il consumo di pesce durante la gravidanza, minore era la possibilità di sviluppare la patologia. Le sostanze che consentono di prevenire la depressione sono gli acidi grassi Omega-3, di cui i prodotti ittici sono notoriamente ricchi, in particolare salmone, sgombro, tonno, aringhe, acciughe; bassi livelli di Omega-3 nel sangue delle puerpere sono stati associati a bassi livelli di serotonina, una sostanza chimica elaborata dal cervello e direttamente implicata nella regolazione dello stato di umore, la cui carenza può quindi scatenare episodi di depressione. Il feto ha bisogno di notevoli quantità di tali sostanze per il proprio accrescimento ed in particolare per la costruzione del cervello, del sistema nervoso e della retina, dipendendo per il fabbisogno dal corpo della madre. Se quindi l’apporto con l’alimentazione non è sufficiente, vengono intaccate le riserve e la madre va incontro ad una profonda carenza che può portare alla manifestazione depressiva.

Gli acidi grassi Omega-3 sono contenuti anche in altri cibi di origine animale, quali le uova ed alcune frattaglie degli animali da macello (cervella, fegato, cuore). Tuttavia, il consumo di questi ultimi è stato da tempo ridotto a causa del contemporaneo elevato contenuto di acidi grassi saturi e di colesterolo. Gli Omega-3 sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena, con numerosi doppi legami tra gli atomi di carbonio, che si trovano concentrati per la gran parte nei fosfolipidi delle membrane cellulari. La sintesi a partire dal precursore (acido α-linolenico, 18:3 n-3) è molto limitata nella specie umana — soprattutto in alcuni momenti della vita come la prima infanzia, l’anzianità o la gravidanza per le donne — pertanto risulta fondamentale l’introduzione attraverso la dieta. Infatti, anche alcuni vegetali come le noci o gli oli di oliva, soia e girasole sono una buona fonte di acido α-linolenico, ma la sua molecola deve essere “allungata” dall’organismo per via enzimatica in modo da formare gli Omega-3. La produzione di Omega-3 da parte del corpo umano è ulteriormente rallentata o bloccata in particolari situazioni, quali disturbi alimentari (insufficienze di zinco, magnesio, vitamina B6, biotina, vitamina C, elevati livelli di colesterolo e trigliceridi) o patologie diverse (diabete, certe forme di neoplasie, sindrome premestruale, disordini cardiovascolari, eczema atopico, infezioni virali, consumo di alcool, fumo). Tra le funzioni di alcuni acidi grassi polinsaturi a lunga catena vi è quella di comportarsi a loro volta da precursori di sostanze ad azione ormono-simile, come le prostaglandine, le prostacicline ed i leucotrieni, coinvolte in numerosi processi biochimici come la contrazione ed il rilassamento della muscolatura liscia e la regolazione dei processi infiammatori. Le prostaglandine contribuiscono inoltre a numerosi processi metabolici, fra i quali la complessa modulazione del sistema immunitario e la protezione della mucosa gastrica dai succhi gastrici stessi. Uno degli otto acidi grassi Omega-3 più importanti è l’acido docosaesaenoico o DHA, con 22 atomi di carbonio e sei doppi legami (22:6 n-3). Studi canadesi hanno stimato che il feto sia in grado di accumulare giornalmente fino a 67 mg di DHA durante il terzo trimestre della gravidanza.

Altri studi hanno evidenziato invece come la concentrazione del precursore, l’acido α-linolenico, sia presente nel plasma della madre in concentrazione doppia rispetto a quella del cordone ombelicale, mentre la concentrazione del DHA è doppia nel neonato (3,0%) rispetto alla madre (1,5%). Il livello del DHA nella madre decresce dopo la 10a settimana fino al momento del parto, con valori minimi registrati tra la 30a e la 40a settimana; dopo il parto, i livelli di DHA nel plasma della madre rimangono bassi e ritornano quasi alla normalità dopo sei mesi. Ciò dimostra l’importanza di una dieta ricca di acidi grassi Omega-3 sia prima della gravidanza, al fine di rimpinguare le riserve cui attingerà il feto, sia durante la gravidanza ma anche nei primi mesi di vita del bambino. Questo comportamento alimentare è ancora più consigliabile quando si verifica un parto prima del nono mese, poiché, come si è visto, è proprio durante l’ultimo trimestre che si ha il maggiore passaggio di acidi grassi Omega-3 dalla madre al feto e quindi nel caso questo sia stato interrotto è opportuno provvedervi con l’allattamento. Il latte materno contiene livelli di DHA compresi tra lo 0,05% e l’1,4% degli acidi grassi totali, con il minimo nelle madri che seguono diete vegetariane ed il massimo nelle madri con diete ricche di pesce e di altre fonti di Omega-3 (mediamente il latte contiene 80 mg di DHA per litro).

Alcuni studi evidenziano una relazione positiva tra diete ricche di Omega-3 ed una durata più regolare della gravidanza, diminuendo il rischio di parti prematuri soprattutto nelle donne con una storia personale o familiare in tal senso. Altri acidi grassi Omega-3 presenti nella dieta e nei tessuti sono l’acido eicosapentaenoico (20:5 n-3) e l’acido docosapentaenoico (22:5, n-3). In virtù delle esigenze nutrizionali sopra esposte, diversi scienziati suggeriscono un’assunzione giornaliera per le donne in età fertile di un quantitativo di acidi grassi Omega-3 pari a circa 500-700 mg. Oltre all’introduzione nella dieta di cibi naturalmente ricchi di Omega-3, un’altra soluzione consiste nell’utilizzo di integratori; per restare nel settore ittico, particolarmente utili da questo punto di vista sono gli oli di pesce e l’olio di fegato di merluzzo.

Roberto Villa


...
Pesce
  • Il Pesce

    Anno:

    Numero:


    Cerca negli articoli di Il Pesce:
  • Annuario del Pesce e della Pesca

    La banca dati che con cadenza annuale costituisce un prezioso strumento di lavoro per gli operatori del settore ittico e acquacoltura.

Promo

News
    Pesce
  • 02/02/2012
    Il ministro Catania inaugura la 110a Fieragricola, un messaggio anche ai pescatori
    [continua]
  • 30/01/2012
    Aumento della CO2, pesci a rischio
    [continua]
  • 27/01/2012
    Lavorare per passare dall’emergenza ad un nuovo assetto della filiera ittica
    [continua]
  • 25/01/2012
    Cooperazione, ampia disponibilità UDC ad affrontare crisi settore in 9 mosse
    [continua]
  • 24/01/2012
    Pesca, Catania: 6 milioni di euro per sviluppo del settore, convenzioni, assistenza tecnica e agevolazioni per l’accesso al credito...
    [continua]
  • 23/01/2012
    Occorrono proposte concrete che rispondano a tensioni marinerie. L’impegno dell’Alleanza delle Cooperative per affrontare la crisi...
    [continua]
  • 19/01/2012
    Pesca: Federcoopesca; bene attenzione Commissione Agricoltura Senato su pesche speciali
    [continua]
  • 16/01/2012
    Cites: controlli in tutta Italia sul commercio delle anguille
    [continua]
  • 16/01/2012
    USA: FDA approva tecnica genetica contro frodi nel pesce
    [continua]
  • 11/01/2012
    La cooperazione chiede al Ministro Catania di correggere il tiro
    [continua]
  • 08/01/2012
    Pesca: approvato provvedimento per maggiore tutela dei pescatori e dei consumatori
    [continua]
  • 08/01/2012
    "Cuore di Mare", il calendario 2012 della Guardia Costiera
    [continua]
  • Archivio News Pesce