Il Pesce nr. 5, 1998

Mario De Agostini: una vita nel commercio di prodotti ittici

Nello stabilimento di Mesola. nel cuore del delta del Po, in società con Savino Tessarin, seleziona e confeziona pesce destinato al mercato nazionale ed estero per un fatturato di 15 miliardi. Con un impianto di stabulazione molluschi di 100 q al giorno

Rubrica: Acquacoltura

Articolo di Ascari T.

(Articolo di pagina 29)

Alle foci del Po, sul confine tra Veneto ed Emilia Romagna, zona fortemente legata a tradizioni rurali, il tasso di occupazione nella pesca e relativo indotto, tocca oggi oltre il 50% della popolazione. Una ricchezza di tradizioni e di professionalità che hanno costituito la chiave di volta della straordinaria metamorfosi di un territorio dove, in tempi non remoti, regnavano miseria e malaria e che si è trasformato, nel giro di poco meno di 30 anni, nella grande fabbrica alimentare dispensatrice di benessere e ricchezza, a tutti nota.

Mario De Agostini da Mesola può essere considerato l’espressione autentica del prodigioso processo di trasformazione di un territorio che ha una sua storia e una sua gloria. Partendo dall’epopea della pesca delle anguille in valle e passando attraverso i prodigi dell’acquacoltura, fino all’invenzione della vongola verace. Tutte queste parabole Mario De Agostini le ha vissute sulla sua pelle. Ne ha seguito lo sviluppo passo a passo, a stretto contatto con la grande realtà di quel mondo rappresentata dal Consorzio Pescatori di Goro, punto di riferimento e di certezza di ogni innovazione, col suo migliaio e oltre di soci.

Uomo dalla faccia volitiva e concreta, a 59 anni Mario De Agostini è un personaggio tutto da raccontare. E la prima cosa che racconta di sé, e lo fa con accenti intrisi di commozione, è quando negli anni ’60 girovagava fra i casoni delle valli. "Allora - ricorda - si caricavano sui barconi casse da 100 chilogrammi piene di anguille, che poi venivano trasbordate sul camion che attendeva al porto. E poi via subito di corsa per essere presenti al momento giusto sui mercati, col prodotto fresco di giornata. Tempi duri, difficili, ma anche di grande effervescenza per la gente del delta. Che non si è mai arresa alle difficoltà e che ha saputo costruire con le proprie mani questa nuova realtà. Tutto questo" prosegue De Agostini "è durato fino agli anni ’70, poiché anche la mia attività di commerciante di prodotti ittici ha avuto un suo sviluppo. Intanto ognuno dei quattro fratelli che lavoravano con me ha seguito una propria strada. Dal canto mio ho puntato ad allargare sempre più il raggio d’azione arrivando fino alla Grecia e alla Turchia dove era disponibile un ottimo prodotto (parlo di orata e di branzino) a prezzi convenienti."

A un tratto De Agostini si passa una mano sulla fronte e si interrompe, come a raccogliere le idee e a formulare una riflessione, ma subito si riprende e confessa: "Qualche volta mi sento come assediato dai ricordi. Eppure tutto questo è stato... Ho conosciuto anch’io momenti di effervescenza, di eccitazione. E allora capivo che era il momento giusto per battere nuove strade, per buttarmi a capofitto in nuove imprese. Ho fondato aziende di commercializzazione e trasformazione, sempre di prodotti ittici. Poi ho incontrato Savino Tessarin che potrei definire l’uomo giusto al momento giusto. E insieme abbiamo messo a punto, qui a Mesola, questo nuovo impianto dove il prodotto ittico viene selezionato e confezionato per le varie destinazioni. Disponiamo di otto camion-frigo che caricano e portano il prodotto in ogni parte d’Italia, ai piccoli e medi grossisti che non fanno importazione diretta, e anche all’estero. Abbiamo un ottimo rapporto con la Metro di Dusseldorf che per noi rappresenta un punto di riferimento molto importante per il mercato tedesco, per la sua presenza su tutto il territorio della Repubblica Federale. Tutto il nostro prodotto - precisa Mario De Agostini - sia quello locale sia quello di provenienza estera, viene accuratamente selezionato e confezionato. E ciò, si badi, costituisce una garanzia sotto il profilo della salubrità e della qualità.

Il nostro fatturato attualmente si aggira intorno ai 15-16 miliardi, ma puntiamo a raggiungere i 20 miliardi con i nuovi impianti in fase di completamento. Il 20% del nostro prodotto è costituito da anguille, tutte nostrane. Una volta le anguille si importavano in buona parte della Spagna. Adesso le esportiamo. Anche in Spagna. Grazie ai prodigi dell’acquacoltura. Sono i nostri agricoltori che hanno fiutato il business; invece di allevare polli, producono anguille, potendo utilizzare l’acqua del delta che rappresenta una garanzia assoluta per lo sviluppo dell’acquacoltura e per la qualità del prodotto ittico".

La potenza materna dell’acqua del grande Fiume, malgrado il suo sopportabile degrado, sottolinea l’uomo di Mesola! Che poi così prosegue: "Ed è proprio grazie alla possibilità di poter fruire dei benefici di quest’acqua che abbiamo concordato con Tessarin di fare anche la stabulazione dei molluschi. Stiamo preparando le vasche con una capacità di depurazione dai 50 ai 100 quintali al giorno di prodotto. Disattendere la presenza in zona di un prodotto come la vongola verace che ci ha resi famosi nel mondo sarebbe da imprevidenti e vorrebbe dire di non conoscere il pragmatismo di Savino Tessarin, che da buon agricoltore sa bene amministrarsi, guardare lontano, costruire nel tempo".

Onesto De Agostini, l’uomo che conosce ogni piega, ogni anfratto del mondo ittico, eccolo pronto a elevare un peana al suo socio di cui ben conosce i meriti e le virtù. Ma la conduzione dell’azienda di Mesola, giorno per giorno, ora per ora, è tutta sua. Nessuno meglio di lui sa districarsi nei meandri di questo difficile settore economico. E lo fa a modo suo, da uomo cresciuto fra i duri cimenti del delta. Lo abbiamo incontrato nello stabilimento di Mesola mentre al telefono era alle prese con un operatore marocchino. Parlava un francese abborracciato, approssimativo, ma evidentemente riusciva a farsi intendere perché la conversazione è durata parecchio e alla fine il suo viso era raggiante di soddisfazione. Più tardi, con l’interlocutore che chiamava dalla Turchia e che parlava in inglese, De Agostini, saggiamente, ha preferito chiamare la sua segretaria che ha rivelato particolare dimestichezza con le lingue estere. Ma si avvale anche del prezioso contributo dei figli Paolo e Franco cui ha affidato la responsabilità, rispettivamente, dell’amministrazione e della commercializzazione. Con licenza di utilizzare il computer e di navigare via Internet. Perché oggi il mercato si avvale anche di queste sofisticate tecniche. E De Agostini lo ha capito.

Terenzio Ascari

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