Edizioni Pubblicità Italia
Eurocarni nr. 3, 2010
Marfisi: “la carne buona è firmata”
La tracciabilità dagli allevamenti di proprietà — Un moderno stabilimento di 5.000 m2 per il sezionamento e la lavorazione della carne – Una storia ed una tradizione familiare di 70 anni di passione per la carne...
Rubrica: Aziende
Articolo di Credi M.
(Articolo di pagina 59)
Settembre, andiamo. È tempo di migrare. / Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare: / scendono all’Adriatico selvaggio / che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti / alpestri, che sapor d’acqua natia / rimanga ne’ cuori esuli a conforto, / che lungo illuda la lor sete in via. / Rinnovato hanno verga d’avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano, / quasi per un erbal fiume silente, / su le vestigia degli antichi padri. / O voce di colui che primamente / conosce il tremolar della marina!
Ora lungh’esso il litoral cammina / la greggia. Senza mutamento è l’aria. / Il sole imbionda sì la viva lana / che quasi dalla sabbia non divaria. / Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché non son io co’ miei pastori?

Han bevuto profondamente ai fonti / alpestri, che sapor d’acqua natia / rimanga ne’ cuori esuli a conforto, / che lungo illuda la lor sete in via. / Rinnovato hanno verga d’avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano, / quasi per un erbal fiume silente, / su le vestigia degli antichi padri. / O voce di colui che primamente / conosce il tremolar della marina!
Ora lungh’esso il litoral cammina / la greggia. Senza mutamento è l’aria. / Il sole imbionda sì la viva lana / che quasi dalla sabbia non divaria. / Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché non son io co’ miei pastori?
Sicuramente, mai abbiamo iniziato la presentazione di un’azienda con una poesia: ma questa lirica, “I pastori”, tratta dall’Alcyone di Gabriele D’Annunzio, è particolarmente appropriata per “Marfisi”, una storia ed una tradizione familiare di 70 anni di passione per la carne… E l’Abruzzo, terra forte e gentile come la sua gente. Una realtà che è guidata dalla seconda generazione della famiglia Marfisi. Ubicata a Treglio — un paesino in provincia di Chieti che si estende su un territorio di 4 km² in una fascia sviluppata su tre colli che digrada dolcemente verso il mare — dista 5 minuti dalla località balneare San Vito Marina e 20 minuti dalla vicina località sciistica nota come Passo Lanciano; dal cortile si vede la Maiella davvero ad “un tiro di schioppo”. Ma perché questo inizio? Ebbene, quando abbiamo intervistato Antonino Marfisi, che insieme ai fratelli Sergio e Walter porta avanti l’attuale innovativa azienda, ci ha raccontato gli inizi del commercio bestiame e mediazione, da parte del padre Angelo e dello zio Armando, sul mercato di Napoli e Modena dicendo: «Addirittura si trasportava il bestiame sui “tratturi”…». Ecco, i tratturi ci hanno ricordato il verso “… e vanno pel tratturo antico…” di D’Annunzio, quei tratturi dove i pastori e gli allevatori facevano, e in parte fanno ancora, la transumanza. Tra le vette maggiori dell’Appennino e le acque dell’Adriatico si distende una terra a forte tradizione pastorale, dove la carne gioca un ruolo importantissimo nell’economia della gente, che ha saputo coniugare le tradizioni millenarie alla moderna era contemporanea.
Antonino Marfisi, con determinazione e passione, ha portato oggi la Marfisi ad occupare una posizione di leader, a livello del Centro Italia, nel settore delle carni bovine trasformate ed elaborate, grazie all’investimento in uno stabilimento all’avanguardia in termini tecnologici, dimensionali, di sicurezza e capacità di diversificazione del servizio al cliente, sia esso del canale tradizionale che del canale moderno. Il segreto del successo? «Alla base del successo che la nostra clientela ci riconosce — ci dice Antonino Marfisi — c’è la detenzione totale della filiera produttiva. Forti investimenti sono stati effettuati sulla componente zootecnica, poiché è da lì che si costruisce un buon prodotto. L’azienda agricola Marfisi segue canoni di allevamento estremamente rispettosi del benessere e della buona alimentazione degli animali. La struttura di allevamento rappresenta un fiore all’occhiello per la Marfisi». Con questa tipologia di allevamenti, infatti, l’azienda agricola Marfisi detiene la prerogativa di tracciare l’intero processo ed i prodotti a valle. La struttura è tecnologicamente all’avanguardia, anche se inserita in un contesto a forte vocazione agricolo-zootecnica, ove la componente e la sensibilità dell’allevatore Marfisi esprime tutto il suo know how. La sua integrazione nel ciclo di produzione rappresenta uno degli anelli più importanti per garantire la qualità igienico-sanitaria, nutrizionale, organolettica e tecnologica del prodotto finale. Le proprietà della carne bovina (oltre 4.000 capi in un allevamento in Veneto, che sopperiscono anche ai momenti di difficoltà nell’approvvigionamento) sono fortemente condizionate dalla gestione delle procedure di allevamento e macellazione. Le fasi dedicate alla selezione della razza, allo svezzamento e all’adattamento dell’animale in allevamento, rappresentano il primo passo fondamentale nella costruzione di un prodotto di qualità. La fase di accrescimento avviene nel pieno rispetto del benessere fisico dell’animale, alimentato in prevalenza con foraggi freschi e/o conservati, mangimi concentrati semplici e composti, integratori minerali e vitaminici. La successiva preparazione alla macellazione segna la fine del ciclo del vivo. Per evitare lo stress da viaggio, essa avviene nell’area di produzione.

Antonino Marfisi, al centro, coi fratelli Sandro a sinistra e Walter a destra. I tre insieme hanno portato la Marfisi ad occupare una posizione di leader in Centro Italia, nel settore delle carni bovine trasformate ed elaborate.
Antonino Marfisi, al centro, coi fratelli Sandro a sinistra e Walter a destra. I tre insieme hanno portato la Marfisi ad occupare una posizione di leader in Centro Italia, nel settore delle carni bovine trasformate ed elaborate.
Facciamo un passo indietro e vediamo come si è svolto il passaggio dal commercio alla produzione vera e propria della famiglia Marfisi. Passione, determinazione e duro lavoro determinarono il successo dell’azienda che, nella seconda metà degli anni ‘70, vide esaudire il desiderio dell’apertura di una macelleria di proprietà, decretando il passaggio di testimone alla seconda generazione. È qui che il primogenito Antonino pose le basi per la moderna Marfisi, coinvolgendo tutta la famiglia. Tra gli anni ‘80 e ‘90 il grande passo: l’inaugurazione di uno stabilimento di 1.000 m2 per la lavorazione delle carni bovine, ampliato a 5.000 m2 nel 2000. Una struttura bellissima in pietra a faccia vista. I lavori iniziarono e subito scoppiò “mucca pazza”: ciò spiega quale forza abbiano saputo mettere in campo i fratelli Marfisi, trovatisi con un importante investimento sulle spalle in un momento in cui era difficilissimo operare nel mercato della carne bovina. Attualmente, Marfisi è un’azienda specializzata, in grado di soddisfare le esigenze di molteplici mercati e clienti. La sua missione è quella di fornire, sia al trade che al consumatore finale, una gamma produttiva articolata ai massimi livelli di eccellenza qualitativa e di servizio. L’organizzazione e le tecnologie utilizzate in azienda partono dal concetto di soddisfazione del cliente, iniziando dalla distribuzione tradizionale in macelleria, passando dalla ristorazione di qualità, per arrivare ai reparti di macelleria assistita e a libero servizio della Grande Distribuzione. La politica di marca dell’azienda ha altresì permesso di conquistare il consumatore finale, con unicità produttive di porzionati ed elaborati firmati Marfisi. Il processo produttivo parte dall’accettazione e dal controllo delle carni. Grande attenzione viene rivolta alla preservazione della catena del freddo, che prevede la lavorazione in linea diretta effettuata in ambienti condizionati e controllati.
La carne in osso è destinata al canale delle macellerie tradizionali e rappresenta una componente strategica di servizio al cliente. L’attenzione ferrea che viene dedicata alla perfetta pulizia e rifinitura della carcassa, alla predisposizione per una resa più elevata, alla qualità della carne in termini di gusto e tenerezza ed alla sicurezza del prodotto testimoniano e suggellano l’esperienza e la professionalità di Marfisi. Fondamentale il ruolo degli operatori in questo processo, che raggiunge una specializzazione ed un’esperienza estreme per fornire un prodotto impeccabile. Le fasi successive di disosso, sezionamento e tolettatura delle parti anatomiche, raggiungono performance elevatissime, in virtù dell’automazione e della standardizzazione dei processi produttivi. Le parti anatomiche in sottovuoto, sono dedicate al canale delle macellerie assistite della Grande Distribuzione e a quello della ristorazione di qualità. Il sottovuoto, effettuato in linea con tecnologia e macchinari di nuova concezione, garantisce la massima shelf life e la massima sicurezza del prodotto, preservandolo da ogni contaminazione possibile nella catena logistica. La produzione dedicata al libero servizio a marchio Marfisi ed ai mondo delle private label riguarda invece il prodotto confezionato: porzionato e di gastronomia. La necessità di soddisfare le esigenze della distribuzione moderna ha portato ad un’ottima versatilità nei processi aziendali, permettendo una grande diversificazione in termini di referenze, modalità di prezzatura, personalizzazione di packaging e sistemi di confezionamento, tra cui “skin” e “atmosfera protettiva”. Il servizio di gastronomia ed innovazione qui raggiunge il massimo livello, accomunando armonicamente la componente tecnologica a quella della qualità artigianale. Le confezioni per il libero servizio raggiungono i punti vendita entro 24 ore dall’ordine, per garantire il mantenimento di tutte le proprietà dei prodotto. Non a caso le confezioni Marfisi sono “firmate”, a testimonianza dell’impegno diretto nel garantire il rispetto della salubrità e della sicurezza degli alimenti destinati ai consumo. Il rigido sistema di tracciabilità interna e l’attenta gestione dei lotti di produzione garantiscono la sicurezza igienico-sanitaria dell’intero arco di lavorazione, sottoposto ai controlli dell’istituzione pubblica preposta e a quelli interni dell’assicurazione qualità dotato di risorse, strumenti e modalità di analisi all’avanguardia, in applicazione del piano di autocontrollo conforme ai principi delle norme HACCP.
Questo è il passato ed il presente della Marfisi. Ma per il futuro quali obiettivi si pone? «Il nostro obiettivo — ci delucida Antonino Marfisi, che sottolinea di parlare anche a nome dei fratelli Sergio e Walter — è di realizzare un progetto solido e capace di crescere nel tempo da cedere alla prossima generazione, cosa che si va realizzando grazie alla nostra famiglia impegnata in azienda e a tutte le collaboratrici ed i collaboratori che ormai sono tanti, circa 110. E poi ci sono i clienti, la linfa vitale di tutte le aziende ed è per questo che il nostro impegno è sempre volto alla loro soddisfazione. Proprio in quest’ottica, la diversificazione dell’azienda permette di servire a 360° un canale tradizionale di qualità ed un settore moderno in costante evoluzione. Possiamo essere un riferimento specifico per i grossisti, per il dettaglio e per il servizio assistito del canale moderno, ma possiamo anche relazionarci con la grande distribuzione a libero servizio in termini di flessibilità e personalizzazione. Ad una sana capacità industriale che permette standard elevati, come ad esempio nelle nuove linee per la produzione degli hamburger di bovino, si affianca la cura artigianale nella preparazione della carne.
Infine, tra le novità, oltre a tanti prodotti, abbiamo presentato all’inizio dell’anno la nuova immagine di marca, di packaging ed altri strumenti di comunicazione, tradizionali e web (www.marfisicarni.it) per essere più vicini al cliente ed al consumatore. Il nostro “pay off”, in maniera semplice e trasparente, afferma che la carne buona porta una nostra firma ed è per questo che lavoriamo ogni giorno! E visto che siamo vicini a Pasqua approfitto per gli auguri ricordando che siamo abruzzesi e che di agnelli, oltre che di bovini, ce ne intendiamo!».
Marco Credi
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