Eurocarni nr. 3, 2010

Rialzo del PIL

Rubrica: Slalom

Articolo di Sorrentino C.

(Articolo di pagina 38)



Con la ripresa dell’economia mondiale — ormai accettata e condivisa da tutti i settori economici interni ed internazionali — anche l’Italia fornisce il suo contributo, che non è affatto da trascurare, considerato che il Fondo Monetario Internazionale negli ultimi giorni dello scorso mese di gennaio ha confermato le previsioni già indicate dalla nostra Banca d’Italia e dallo stesso Governo, e cioè un PIL all’1% nell’anno in corso e ad un +1,3% nel prossimo anno. In sostanza, il FMI ha rivisto al rialzo le stime di crescita elaborate nello scorso mese di novembre, portando il dato globale ad un significativo +3,9%. Come già accennato in precedenza, anche per l’Italia le prospettive di crescita si presentano dunque alquanto rosee. Ma ciò che maggiormente ci conforta è che il dato riguardante il PIL italiano all’1% di quest’anno, dovrebbe risultare superiore, anche se di poco, a quello della media dell’area euro, da attestarsi sul +0,9%. La crescita economica mondiale, quindi, sarà più sostenuta del previsto, anche se ciò, a nostro avviso, non vuol dire che la strada da percorrere sia tutta in discesa. Anzi, lo stesso FMI avverte che la situazione resta ancora fragile: la ripresa procede a diverse velocità nelle varie regioni e, nelle economie avanzate, sarà ancora legata al sostegno dei vari Governi. A guidare la ripresa sarà il continente asiatico, con la Cina che farà la parte della prima della classe, con una crescita che, nel corrente anno, tornerà a raggiungere le due cifre, fino a toccare il 10%, e poi scendere nel 2011 poco al di sotto, cioè fino al 9,7%. Non altrettanto positivo, ma pur sempre apprezzabile, si presenta il PIL indiano, con un rialzo del 7,7% per quest’anno e del 7,8% nel prossimo anno. Tra le economie avanzate ed i Paesi asiatici emergenti viene previsto comunque un divario piuttosto netto: il PIL dei Paesi avanzati dovrebbe aumentare quest’anno del 2%, mentre quello dei Paesi asiatici in via di sviluppo dovrebbe attestarsi su un +8,3%. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, uno dei principali colossi mondiali, la ripresa per quest’anno è stata prevista al rialzo di 1-2 punti percentuali a quota 2,7% mentre per il 2011 è stata ridotta al 2,3%.

Alquanto più lento e incerto resta il passo di Eurolandia, nella cui area procederanno ai primi posti la Germania, con il PIL a +1,4% quest’anno ed a +1,8% nel prossimo anno, la Francia, con +1,2% quest’anno e +1,6% nel 2011, mentre critica si presenta la situazione della Spagna, della quale diremo più avanti. Premesso ciò, è necessario sottolineare però che gli esperti del FMI, pur considerando il fatto che l’intera economia mondiale sta procedendo con un passo più spedito rispetto a previsioni precedenti, non dimenticano di far presente che restano ancora rischi, poiché la ripresa è pur sempre ancora fragile e non avviene in modo uniforme e alla stessa velocità nei diversi Paesi. I rischi riguardano soprattutto il deterioramento dei conti pubblici in molti Paesi e, per contenerlo, è necessario intervenire al fine di evitare che l’elevato debito diventi un freno per la crescita. Un ulteriore aspetto che ci preme sottolineare è quello che riguarda l’esortazione dello stesso Fondo Monetario Internazionale a rafforzare il patrimonio degli istituti di credito, poiché nel corso di quest’anno le banche potranno essere sottoposte a pressioni a livello europeo per verificare la solidità finanziaria e la resistenza di fronte ad eventuali crisi. Come è stato più volte affermato, la fase peggiore si ritiene passata, ma le imprese non hanno ancora ripreso a marciare a passo spedito, cioè a pieno ritmo, e chiedono poco credito. Lo ha sottolineato recentemente anche la nostra Banca d’Italia: le condizioni di accesso al credito — uno dei nodi dei mesi scorsi — stanno migliorando, anche se ancora in modo piuttosto lento. È giunto, in proposito, il recente monito del Governo rivolto agli istituti di credito che devono avere il preciso obiettivo di rafforzare il proprio patrimonio al fine di affrontare eventuali svalutazioni e perdite preparandosi in tempo per affrontare le nuove e più stringenti regole internazionali. Infine, come è stato accennato sopra, desideriamo riferirci a quanto sta facendo registrare la Spagna, dopo che aveva annunciato e proclamato, con toni trionfalistici, poco più di due anni fa, il sorpasso nei confronti dell’Italia. Il sogno è durato poco perché ora il Paese non solo indietreggia ma si allontana dai big dell’Eurogruppo: lo certifica un deficit pubblico del 10% e una disoccupazione del 20%, che è più del doppio rispetto a quella italiana. Ma quale sarà la ricetta economica per una nuova fase che la Spagna potrà suggerire nel corso della sua presidenza all’UE? Siamo in attesa di conoscerla.

Cosimo Sorrentino


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